QUALE SCEGLIERE.

Lo dico subito così mi tolgo il pensiero: OGNI CX HA LA SUA RAGION D'ESSERE! Anzi, grande rispetto e ammirazione a chi si prodiga per salvare una CX di versione più modesta, sia essa una delle prime Confort, una Super, una Reflex, una Athena oppure una rarissima CX20RE su Serie2. Oltretutto sono le più rare, in quanto Pallas (poi TRE-TRD), Prestige e Gti, essendo più pregiate, hanno incontrato minor difficoltà nel trovare chi le prende in cura, mentre le versioni più modeste difficilmente hanno trovato un'anima buona e sono quasi tutte finite tristemente. A seguito illustro meglio il mio pensiero in merito. L'articolo è apparso nel numero 2 di SPAcxZIO, se volete scaricarvi tutta la rivista, andate nell'apposita sezione.

Serie 1 o Serie 2 ?

Ok, la decisione è presa.
Il (novello?) Citroënista ha optato per una CX. Adesso le quotazioni sono piuttosto modeste, ma destinate nello spazio di alcuni anni certamente a salire, si tratta indubbiamente di una Citroën al 100%, risultato materiale di idee, sogni, progetti e passioni, maturati in ambito Citroën durante anni in cui le grinfie Peugeot erano ancora ben distanti dal doppio Chevron.
Sono gli anni a cavallo tra i ‘60 e i ‘70, anni di vetture stupefacenti, anni di entusiasmi e di meraviglie; anni, pensate, in cui si poteva acquistare il massimo capolavoro di un grande artista figurativo italo-francese al prezzo di un’automobile.

Bene…a questo punto si tratta “solo” di orientarsi tra circa 100 modelli!
Ebbene sì, la CX durante la sua carriera produttiva lunga oltre 15 anni è stata commercializzata in oltre 100 versioni!
In altre e forse più precise parole, la CX ha avuto oltre 100 denominazioni commerciali differenti.
La prima scelta deve essere tra due insiemi di massima: Serie 1 e Serie 2.

La prima serie, o meglio quella che viene per comodità indicata come tale, ebbe una vita molto lunga: ben 11 anni essendo stata prodotta dal 1974 alla primavera del 1985. 
Era caratterizzata dai paraurti d’acciaio cromato (quello anteriore provvisto di tamponi di gomma), dal tachimetro e dall’eventuale contagiri di tipo “bilancia pesapersone”, ovvero con la scala mobile e l’indice fisso.
Unica eccezione: l’ultima GTi Turbo. Provvista di strumentazione tradizionale ad aghi, aveva paraurti in tinta con la carrozzeria, comunque della stessa foggia di quelli cromati.
Altra evidente caratteristica estetica: la porzione di parafango posteriore asportabile sagomata in modo tale da formare un angolo acuto con il terreno, ovvero la linea, se così si può dire, “vira” verso l’alto.

Nell’estate del 1985, la presentazione della Serie 2: i paraurti d’acciaio con i grossi tamponi di gomma, giudicati anacronistici nel cuore degli anni ’80, furono sostituiti da meno delicati scudi in materiale sintetico, in questo modo il frontale venne reso di aspetto più semplice e moderno.
Le fiancate furono percorse da modanature più grosse, così come la base del portello posteriore, mentre le porzioni asportabili del parafango posteriore si presentarono quasi parallele al terreno e quindi più coprenti le ruote.
La grossa differenza con la Serie 1 però sono gli interni, completamente rivisti e d’aspetto molto gradevole, mentre la strumentazione è costituita da elementi circolari su tutte le versioni.
Inoltre elementi plastici come volante o pannelli risultarono, alla prova degli anni, effettivamente più robusti.

Che fare? Quale delle due serie preferire?

I puristi stravedono per la prima, che considerano più pura e classica, e guardano talvolta con sufficienza la Serie2, evidentemente considerata più modaiola e meno elegante, opinione interessante e rispettabilissima, ma giova ricordare che in altri tempi puristi d’altro genere giurarono morte sicura al povero Gioacchino Rossini reo di avere infranto, con l’overture della “Gazza Ladra”, schemi compositivi tradizionali e ben consolidati.

In realtà, secondo me, non ci devono essere preconcetti e la scelta deve seguire solo i propri gusti e null’altro!

Non sono poi troppo d’accordo con chi consiglia solo le versioni più prestigiose, Pallas, Prestige o Gti, anche perché le CX più semplici sono diventate le più rare: non ricordo di avere visto una 2000 Super anni ’70 oppure una 20 RE anni ‘80, neppure al nostro raduno, ed è un peccato, perché sono anch’esse preziose nel testimoniare il percorso evolutivo del modello.

E’ riduttivo avere un parco costituito unicamente da Pallas, Prestige e Gti; intendiamoci: stupende, ma  la storia della CX è fatta anche di onestissime 2000 Confort, Athena o Reflex, ed è giusto che vengano conservate al pari delle altre.

Al raduno di Aprile a Monselice, fortunatamente, ho potuto ammirare una 2000 del 1975, meravigliosamente originale nella sua livrea oro metallizzato anzi “Sable Centrè” (AC 330),  però niente “Super”, niente “Athena”…e pensare che una 2000 anni ’70 “sana” la potete avere per una cifra simbolica, preventivate un paio di milioni per un bel “tagliandone” e con una spesa paragonabile a quella necessaria per entrare in possesso di uno scooter usato, salvate un pezzo di storia della CX e, statene certi, ai raduni la vostra Citroën “vintage” sarà tra le più ammirate….

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