GENNAIO-FEBBRAIO 2010:
Andare oltre i '60.









Non temete, non sto parlando
della mia età anagrafica che comunque ridendo e scherzando picchia a 45, ma del
decennio 1961-1970.
Ebbene, dovete sapere che quando si chiacchiera di
musica o di arte in genere, spesso mi viene rimproverato di mettere sempre a
mezzo i Beatles nonché gli eventi artistici e di costume (i cosiddetti
"artifacts") di quel lontano decennio del secolo scorso.
Insomma mi si rimprovera di immobilismo, di nostalgismo e di restare
ancorato a moduli espressivi superati.
Beh...niente di più falso.
Io resto ben aderente al presente per il semplice ed oggettivo fatto che gli
anni '60 sono il presente.
Ebbene sì.
I sixties sono la modernità e lo sono nella moda, nel design,
nella musica, nelle arti figurative più nobili come in quelle, meno incensate,
relative alla comunicazione pubblicitaria o al fumetto.
Non che dopo i '60 non ci sia stato più nulla, mi guardo bene di fare
un'affermazione del genere, ma dopo i '60 si è trattato di altro, ovvero di
portare avanti piccole revisioni, ritocchi, aggiornamenti di forma ma non di
sostanza che, come tali, nulla hanno a che vedere con una reale spinta
progressiva verso una nuove concezioni di suoni, di forme, di colori.
Pensateci bene, pensate bene agli eventi artistici di quel decennio, dalla
musica alla moda, dall'editoria alle opere di design industriale e vedete un po'
se non ho ragione.
Mio figlio frequenta la terza media ed è pazzo per i Beatles divorati insieme
ai suoi compagni di scuola nelle nuove edizioni fresche di remastering o via PS3
nel game "Beatles Rock Band"...e parliamo di musica nata ormai oltre
40 anni fa.
Insomma: come se i ragazzi dei '60 fossero usciti pazzi per la musica
degli anni '20...per "Come Pioveva" o per "Abat Jour".
Ma così non fu, perché quei ragazzi entrarono a contatto con quella modernità che, nella sostanza di fondo, è
ancora la stessa di oggi.
E poi a ben vedere...cosa
vado cercando quando ho nel box il migliore argomento a supporto di questa mia
tesi...
Riuscite ad immaginare qualcosa di stilisticamente più avanzato di una DS del
1968?
Votre Webmaster
P.S. Mi scuso con Armando Gill, l'autore della vetusta ma pur
sempre bellissima "Come Pioveva", anno 1918.
Al link qui sotto trovate un ricordo alla Sua memoria:
http://www.interviu.it/CANZONE/gill/galleria.htm