Febbraio 2006: La punta dell' iceberg.



Siamo in piena “campagna sottoscrizione” per finanziare il ricorso al TAR contro il provvedimento fiorentino relativo al blocco delle non catalizzate.
Se non l’avete ancora fatto, andate alla home page del sito e cliccate sulla grida prima del logo.
Per le firme il tempo è spirato, ma per mettere mano al portafoglio siete ancora in tempo.

Qualche anima bella magari pensa che i politici artefici di questa geniale pensata siano stati mossi da preoccupazione per la salute dei cittadini.
Sarebbe bello.
Sarebbe bello se chi amministra le questioni pubbliche, chi decide per tutti, lo facesse in base ad una seria e scientifica analisi della situazione.
Sarebbe bello se, dopo giorni di studi e di animate riunioni, la decisione presa fosse la risultante di serie ponderazioni.
Una decisione talvolta corretta, talvolta errata, ma sempre presa solo e soltanto sulla base di dati scientifici e col fine del bene e del bisogno comune.

Non è così.
Nella nostra società non può esserlo mai.
Le decisioni, talvolta assolutamente inumane, sono prese sulla base di convenienze politiche o meglio (e peggio) sono spesso il risultato non voluto di uno scontro di interessi economici:
Sicuramente un giorno non sarà più così: niente è per sempre, neppure questo stato di cose.
Tutto scorre, tanto meglio per i nostri pronipoti.

In Italia, a queste caratteristiche oggettive e comuni a tutti gli altri paesi, si aggiunge un atavico cretinismo politico o “impolitico” come forse sarebbe più giusto dire.
Un pragmatismo da “prendi i soldi e scappa”…o i voti se preferite.
Le vicende di tutto il secolo scorso (e prima) sono piuttosto illuminanti a riguardo.

Non citerò fasi storiche precise o uomini politici nel particolare, ma dall’ ”Era Giolittiana” (spacciata spesso come italica “belle epoque” dimenticando gli scandali bancari del periodo e le cannonate di Bava Beccaris) a “Mani Pulite" (e oltre!) c’è n’è per tutti, nessuno escluso.
Ci sarebbe da sbellicarsi dalle risa o da versare lacrime, ma non lo faccio.
Non lo faccio, perché al piangere e allo sghignazzare preferisco capire.
Se l’umanità ha fatto passi avanti, lo si deve solo e soltanto all’occhio asciutto di chi anziché ridere o lacrimare (o credere), ha preferito studiare e capire.
In tutti i campi.

Il provvedimento contro le "Euro 0" nasce da interessi di bottega e non è che la punta di un Iceberg.
Un Iceberg di italica spazzatura.
Ma sì, diciamolo: infondo non è neppure tra le nefandezze più gravi.

Dite…vi aspettavate un Italia diversa per gli anni 2000?
Ebbene io credo che l’Italia un tempo compiaciuta delle furberie di Alberto Sordi non poteva che diventare l’Italia delle Lecciso.
Ma quale studio! Quale preparazione! Quale etica! Quale serietà! Una bella raccomandazione etvoi-là, il primario è fatto! Il dirigente è servito! L’amministratore delegato è pronto.

Vi ricordate “Il Tassinaro”? Quando l’ ”Albertone nazionale”, come lo definiscono sui rotocalchi i sempre servili e poco fantasiosi pennivendoli, si rivolge a Giulio Andreotti, suo occasionale cliente?
“Ce sarebbe mio nipote…sa Onorevole co ste domande, co sti  concorsi…” e poi si gira ammiccante verso lo spettatore: non è forse giusto così? Ma quali concorsi! Roba da sgobboni sfigati….”Onorevole se ce potesse penzà lei…”
Ma sì! Diamo il posto al più furbo, al più paraculo, al più ammanicato e lasciamo a casa il più serio, il più studioso, il più appassionato, il più preparato.
Decretiamo poi con una bella risata e con l’autorevole partecipazione straordinaria di un Ministro che in fondo si…è giusto così.

Accendo la TV, c’è un programmaccio su una qualche rete televisiva.
Un tizio molto popolare e brizzolato, del quale mi vanto di non sapere il nome, si rivolge alla Lecciso: “Loredana, ma tu non sai fare “gnente”, non fai “gnente” e guadagni un zacco de sorrdi!” E lei: “E mi dici “gnente”, e mi dici “gnente”!
Risatona generale.

Cambio canale. C’è Prodi da Vespa che si lamenta che i migliori cervelli non vanno nell’industria.
Ma vanno a fare altro. E lui sa bene che è nell’industria che si produce ricchezza nazionale, il famoso “P.I.L.”
Beh…Professore, un ingegnere quasi trentenne dopo ennemila anni di studi entra (se ha fortuna) in una  grande industria e riceve mensilmente 1200 Euro, quando va bene.
Naturalmente come lavoratore “interinale”, con la speranza di venire, chissà, poi un giorno assunto.
Sperando, con quel minimo di sicurezza economica, di edificare una piccola vita.

Che bello se mi leggesse Prodi….e se mi leggesse per davvero? In fondo anche per lui basta fare “www.cxclub.it”…magari viene informato di questo scritto dagli adetti alla rassegna stampa che sicuramente spioneggiano anche sulla rete.
Professore senta, che gli diciamo a sto ragazzone che tanto ha studiato, che tanto si è sacrificato?
Che fugge il mezzuccio e  l’espediente, ma desidera creare, produrre, progettare?
Che gli diciamo al giovane medico, desideroso di passare notti insonni per salvare vite umane?

Sa che gli diciamo? Gli diciamo che avrà molte più opportunità a fare altro.
Chessò…magari il faccendiere, il portaborse, il lacchè, il fotomodello per Dolce e Gabbana….
O magari, meglio ancora, gli diciamo di imitare coloro che vengono presentati dal piccolo schermo come i migliori, come i più furbi, come i più ricchi...gli diciamo di mettersi comodo e di non fare “gnente”.

Come dice? Che “se tutti facessero così il paese va a bagno”…beh…senta…al Prodotto Interno Lordo ci pensi lei Professore, che qui ci siamo un po’ rotti.
Magari chieda aiuto agli stilisti, alle Lecciso, agli albanologhi, ai prelati, ai portaborse, agli opinionisti, ai critici d’arte, ai frequentatori di cocktail party…oppure lo chieda ai suoi colleghi parlamentari.

C’è chi dice che, come i nobili di un tempo, vi ripugni il lavoro (almeno quello produttivo), ma io che non sono né cinico né malevolo, sono convinto che si tratti di una maldicenza.

Tanti cari saluti.

Votre
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