QUARANTA IRRAGIONEVOLI CERTEZZE
Ovvero: perché la poesia.


Recentemente mi è stato chiesto perché non ho scritto un romanzo, facendomi osservare che libri e libretti di liriche (non amo molto il termine "poesie") non vanno certo a ruba. Confesso di non essere stato tenero... ho risposto con un sonoro "me ne fotto" pronunciato in modo forte e chiaro.
In questa sede mi voglio spiegare meglio: non mi interessava e non mi interessa scrivere un legal-thriller, un horror o una storia d'amore.
Mi interessa la composizione lirica in quanto confine ultimo espressivo della parola; oltre quello la parola non può andare, oltre c'è la musica...e beato chi può esprimersi tramite essa. Io non ne sono capace.

Se, con una certa dose di presunzione, dovessi dare una definizione alla mia poetica, credo che "Neofuturismo Materialista" potrebbe andar bene.

La Materia genera spirito, lo spirito si rivolge ad essa curioso e devoto verso il proprio motore creatore. 

 

E' la frase che sta nel frontespizio della sezione "La Materia" che apre il libro.
Da Materialista Dialettico quale sono, ho sviluppato una poetica della percezione sensoriale della materia: la sezione citata ne costituisce l'essenza, ma tutta l'opera è pervasa da un forte connotato materico.

Detestando poi le stantie lagnanze sulla modernità, le solite filippiche pregne dei peggiori luoghi comuni sui presunti disastri provocati dall'avanzare della scienza e della tecnica, la sfiducia passatista nei confronti del divenire storico e il conseguente immobilismo delle arti, ho sempre ammirato i Futuristi e la loro grandiosa iconoclastia nei confronti del consueto, del consolidato e del bello comunemente inteso.
Ne ho altresì sempre preso le distanze dalla componente di asservimento ideologico alle imprese belliche di inizio '900, ma non dimentichiamo che ogni movimento letterario o artistico esprime il proprio tempo: il Futurismo era anche espressione dei nazionalismi e della volontà dei gruppi economici internazionali del tempo di spartirsi il mondo a suon di legnate, esattamente come succede oggi, con la differenza che all'epoca tale volontà era ammantata da ideologie diverse dalle odierne.

Detto ciò, voglio ringraziare quanti di voi mi hanno scritto parole indimenticabili dopo avermi letto.
A chi mi chiede se continuo a scrivere e se ci sarà un seguito, dirò che sto lavorando a un progetto completamente diverso che mesce parole a immagini, siano esse opere pittoriche, fotografie o altro.

Un abbraccio a voi tutti o futuribili viandanti telematici!
M.S.

 


Moreno Burattini, autore di Zagor e saggista, nella redazione della Sergio Bonelli Editore alle prese con le mie certezze.

La raccolta "Quaranta Irragionevoli Certezze" resta disponibile presso il sito dell'editore, presso vari siti di e-commerce librario e può essere richiesta in tutte le librerie.

La materia è vera e determina lo spirito.

 

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